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I miei libri

Mencaroni Gaia
Presentazione

Gaia Mencaroni, laureata in Storia dell’Arte Medievale a Perugia, vive dal 2008 in Germania, dove insegna lingua e cultura italiana.

Nel 2008 ha pubblicato il romanzo “La Testa di Ale” (Lampi di Stampa, 2008, 2009, 2018), un libro che ha suscitato scalpore, perché a suo modo ha svelato i meccanismi interni di un mondo corrotto e senza scrupoli come quello universitario. Nel 2009 ha preso parte all’antologia SPETTRI DEL VISIBILE (Gattogrigioeditore) e per I RACCONTI PERUGINI (Midgard Editrice 2010) ha elaborato la narrazione Nei dettagli nascosto. Ha partecipato al primo quaderno (2009) della manifestazione Castello in Movimento – una storia in 24 ore, presso il Castello Malaspina di Fosdinovo. Ha ricevuto il premio della critica La Tammorra d’Argento, patrocinato dal Comune di Pagani (SA) e dalla Fondazione Pagani Città di Santi, Artisti e Mercanti.

Nel 2019 per la casa editrice Emersioni (Castelvecchi) pubblica il suo nuovo romanzo MALARTE con lo scopo di indagare i legami esistenti tra arte, riciclaggio. “Cercavo un qualcosa che inquadrasse al meglio i temi presenti nella narrazione: l’arte, i soldi, il riciclaggio e dopo alcuni tentativi, “La cattiva arte”, “La mala e l’arte”, ecco l’idea: La Malarte”, spiega l’autrice.

Alla domanda chi è Gaia Mencaroni.  L’autrice ha risposto: «Mi piacerebbe partire da una risposta un po’ brusca di Italo Calvino che, convinto che di un autore contano solo le opere, nel 1964 scriveva “… dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all’altra….”. Le potrei dire che detesto la televisione, che scrivo solo di notte, che sono una donna timida, ma non è vero. E a differenza di Calvino, non mi piace rispondere a una domanda con una serie di bugie. E quindi le dirò che scrivo, insegno italiano, leggo tutto e di più, guardo ogni tanto la televisione, ho una figlia e ho un marito affascinante. Non amo i salotti letterari, sono vanitosa, mi piace lo sport, amo mangiare e non fumo. Mi piace andare in giro e ho una collezione strepitosa di scarpe».