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I miei libri

Tedesco Pasqualina
Presentazione

Pasqualina Tedesco di origine calabrese, nativa di Santa Caterina dello Jonio (CZ), vive e lavora nel settore amministrativo-contabile in Emilia Romagna dal 1992 ed è stata sempre fervida la sua passione di scrivere.

Nel 2014 ha contribuito alla pubblicazione delle memorie dell’aviatore  di Casa Banditelli (Alto Reno Terme) Giovanni Bacchetti, scomparso da qualche anno. A marzo 2015 è stata scelta insieme ad altri dodici autori dalla Casa Editrice Pagine per la pubblicazione di una Collana di poesie, le sue sono state sette. A novembre 2015 ha partecipato per la prima volta al Concorso Letterario Nazionale di Poesia Guido Zucchi dell’Associazione “Succede solo a Bologna” e dove la Giuria l’ha scelta già dalla prima fase della selezione per inserire una delle sue tre poesie messe a concorso “A Granaglione” nell’Antologia dedicata all’evento. Non poteva avere soddisfazione più grande, in quanto Granaglione, piccolo comune montano lo considera la sua seconda patria. Pasqualina, classificandosi fra i 50 finalisti su 654 partecipanti è risultata anche fra i 10 autori Top più votati dal pubblico. Anche nel 2016 Pasqualina ha partecipato al concorso classificandosi fra i cinquanta finalisti su 800 autori con la poesia “A mia madre” anch’essa inserita nell’Antologia degli autori scelti e così anche negli anni successivi ha sempre partecipato e scelta fra oltre mille autori nella suddetta antologia. Ha collaborato con diverse uscite editoriali e attualmente scrive per il giornale online Renonews per parlare di attualità, racconti di vita e promozione del territorio di Alto Reno Terme a cui è profondamente legata.

Pasqualina ritorna con una seconda raccolta dopo l’uscita “Una poesia per te”edito dalla Casa Editrice Andromeda, che ritiene sia un inno all’amore, ai luoghi e alle persone che fanno parte della sua vita, per continuare quell’espressione di sentimenti impressi su un foglio bianco e trasmettere ai suoi lettori ciò che non può fare la tecnologia così effimera e senza radici.

L’autrice ritiene che la scrittura, nonostante l’efferata e invasiva tecnologia quotidiana, sia ancora un mondo a sé, da custodire gelosamente, per gli eletti che sanno ancora cogliere il senso di un verso.