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Massimo Bertarelli
Il fosso bianco

Il fosso bianco
SINOSSI

Il Fosso Bianco, suggestivo regalo della Natura, è il silenzioso testimone della vicenda umana di due protagonisti: Uomo, preistorico cacciatore insofferente ai cambiamenti nell'evoluzione umana, e Mino, uomo moderno, in cerca di soluzioni ai problemi che il destino gli ha riservato. Le due storie, all'apparenza diverse e lontane tra loro, scorrono parallele in una narrazione che, presentando numerosi e imprevedibili punti di contatto, accompagna il lettore fino ai due finali a sorpresa dalle leggere tinte noir.

PRIMO CAPITOLO

L’Uomo non si sente tranquillo. È una sensazione che ha già provato altre volte, mai così intensa. Se fosse in grado di articolare a parole quello strano malessere lo chiamerebbe, di sicuro, paura. Non gli basta il riparo di un grande albero e nemmeno vedere gli altri uomini ben nascosti anche loro. Ha la netta percezione che questa volta, contro un enorme animale, servirà molto di più della sua grande esperienza, della “luce che brucia”, della forza delle sue mani. Era partito dal villaggio da pochi giorni, aveva atteso che il “mondo di sopra” smettesse di rovesciargli addosso dell’acqua in continuazione. Sapeva che quelle erano le condizioni migliori per iniziare una nuova avventura, per fare ciò che gli era sempre piaciuto e gli riusciva davvero bene: procurare cibo cacciando. Non che ne fossero a corto, anzi, ciò che lo spingeva lontano dal villaggio era l’insofferenza nei confronti degli altri uomini, verso il loro impegno nel seguire la vita di pianticelle che nascevano, crescevano, davano semi e poi morivano nelle radure che si trovavano tra il loro villaggio e la grande distesa d’acqua. Riteneva assurdo che perdessero tanto tempo a sfregare le mammelle degli animali addomesticati per ricavarne un liquido chiaro e dolciastro quando, con un colpo ben assestato della sua lama tagliente, sarebbero stati ottimo cibo senza troppa fatica. Parecchio tempo prima, quando il freddo era più pungente di adesso, la loro vita era stata molto diversa. Erano sempre in 14 movimento, all’inseguimento di branchi di animali da cacciare, da scuoiare, da disossare, da mangiare. A quei tempi lui era un piccolo essere, eppure ha ancora vivo il ricordo di quando una donna lo avvolgeva in una pelle di animale e lo issava sulle spalle, lasciando scivolare verso il basso dei sottili brandelli che si legava stretti in vita. Lui si ritrovava in alto, stupito di non cadere in basso, a guardare il mondo dove loro si muovevano da una posizione comoda e privilegiata. Il trascorrere delle stagioni e le condizioni atmosferiche li obbligavano a concedersi delle soste, a quel punto le attività della comunità erano far diventare cibo, scorte, corde e utensili gli animali che catturavano. Per lui era appassionante apprendere, osservando, la lenta gestualità con la quale gli uomini trasformavano dei piccoli pezzi di roccia, oppure ossa di animali, in affilate punte da legare in cima a un robusto pezzo di legno, oppure in attrezzi così pratici per separare la carne dal pelo. La donna che ormai non solo non era più in grado di sollevarlo, ma faceva sempre più fatica a sollevare se stessa da terra, era diventata, come tutte le altre, troppo esperta a triturare semi dentro ciotole che avevano imparato a costruire con la terra mischiata all’acqua. Il fatto che la fluida poltiglia indurisse venendo avvicinata alla “luce che brucia”, era un mistero che l’aveva sempre affascinato. Le farine ottenute dai semi venivano rinchiuse in recipienti più grandi e, all’occorrenza, mischiate a erbe e acqua diventavano cibo. Tali scoperte avevano cambiato in modo radicale il loro stile di vita: un cibo diverso, più facile e comodo da produrre, una terra che partoriva in continuazione piantine e semi e frutti, li aveva convinti a fermarsi, a considerare di preferire una vita più tranquilla. 15 Questo l’Uomo non riusciva proprio ad accettarlo. Rispetto al passato non erano molti gli audaci che l’avevano seguito, quelli che mostravano un minimo di entusiasmo nel voler imparare la difficile arte della caccia, delle lunghe camminate, delle corse per inseguire o fuggire, tipiche di una vita sempre in movimento. La sua paura, ora, era sapere che erano davvero pochi e inesperti gli uomini che, dai loro nascondigli, osservavano con gli occhi sbarrati e trattenendo il fiato l’enorme animale peloso che avanzava con andatura lenta, ciondolante, con un muso a forma appuntita e la testa troppo piccola rispetto al resto del corpo. Un animale che l’Uomo aveva già incontrato, una volta sola, ma non aveva dimenticato e mai avrebbe potuto farlo.

Specifiche

  • Prezzo: € 14,00
  • Pagine:: 144
  • Anno pubblicazione: 2011
  • ISBN: 978-88-97364-12-2

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