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Andrea Righi
Quarzo, la leggenda del sangue di Drago

Quarzo, la leggenda del sangue di Drago
SINOSSI

Il passato è un filo che non vediamo, un filo che ci lega indissolubilmente anche al nostro futuro. Immaginate un paese, la sua storia misteriosa e dimenticata, immaginate che improvvisamente riaffiorino misteri tenuti nascosti dal tempo, immaginate...Paludi, boschi e mulini, un castello, una ragazza in fuga...immaginate un presente che non accetta di slegarsi da questa storia, un antico patto di morte tra il bene e il male, una battaglia rimandata nei secoli, una storia giunta all’epilogo. Ora guardate le campagne, le case, guardate la gente che avete attorno.   Nell’abitato di Manzolino, sito nelle campagne tra Modena e Bologna, si scatena la furia omicida di un pazzo. Attorno ad essa si muovono Francesco “Cisco” Ferrari, un ex poliziotto scontroso e solitario, Angelo Scalzi, un ispettore metodico, e le persone comuni che, passivamente, partecipano e osservano. Ritorna Cisco e lo fa in grande stile, con una indagine che andrà oltre ogni sua e ogni vostra aspettativa. Un romanzo che parla di cosa c’era, di cosa c’è, e di qualcosa che non vediamo ma ci segue in ogni momento senza farsi scoprire. Un romanzo che scoprirete pagina dopo pagina così come crescendo avete scoperto voi stessi, perché in questa vicenda chiunque potrebbe essere protagonista. Anche voi che leggete, inconsciamente, verrete rapiti, senza rendervene conto… per gioco o forse chissà…  

PRIMO CAPITOLO

PROLOGO     Lei gli è di fronte, immobile. L’uomo stringe una provetta tra le dita tremanti della mano destra, la sinistra giocherella con la siringa. Sembra disinvolto a chi lo vede da fuori; in realtà trema, soprattutto dentro: non ha mai fatto una cosa come quella per cui è stato chiamato, non ha mai nemmeno trasgredito alle regole, mai prima di questo momento, mai prima di questa notte. La stanza, tra l’altro, riflette un silenzioso buio interiore che la sua anima nasconde bene. Non è tranquillo. Guarda in silenzio il suo obiettivo: una sagoma immobile. In quello stato la donna non può accorgersi di lui. Il corpo nudo, sotto il lenzuolo bianco, si muove a ogni respiro, in modo impercettibile, sollecitando il rumore dolce dei macchinari. Lui cammina sulle punte: non può e non vuole farsi sentire. Ogni secondo trascorso sembra governato da un equilibrio di cristallo. Giungere fino a quel letto non è stato semplice: ha dovuto aspettare che l’infermiere in guardiola si allontanasse e, solo allora, è potuto entrare non senza insicurezze. Non ha molto tempo, forse giusto quello di un caffè. Si accorge, in quel momento, che anche le spalle sono scosse da un tremolio sommesso. Nonostante tutto, deve continuare. Deve annullarsi. Quanto sta facendo è vitale. Siamo chiamati spesso a compiere passi importanti, a prendere decisioni difficili, e niente di tutto ciò deve spaventarci: è vita. Respira a fondo, l’aria odora di disinfettante, è fredda, anonima come lo sono quei posti. Chiude gli occhi, inspira. Si sente colpevole per ciò che sta facendo. Ci si sente sempre colpevoli. Il destino è il destino. Abbassa lo sguardo. Anche i macchinari tacciono. È il momento giusto.    

Specifiche

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si

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1,99

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