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Fabiano Pini
Una corsa per la vita

Una corsa per la vita
SINOSSI

Fabio Autieri è un famosissimo pilota di Rally. All'apice della sua carriera, rimane coinvolto in un drammatico incidente in cui perde la vita il suo "Navigatore" e amico Andrea Ferri. Credendosi responsabile, si lascia a una condotta di vita che lo porterà ai margini dell'oblio, abbandonando le corse tanto amate. L'attimo prima di toccare il fondo, l'ennesimo incubo, come quelli che lo hanno accompagnato negli ultimi undici anni, lo porterà a dare ascolto e seguito a quelle deliranti rivelazione notturne, per iniziare una lenta ripresa della sua vita. Scoprirà che la morte di Andrea ha dei retroscena inimmaginabili che lo riporteranno, grazie a un brillante quanto pazzoide Commissario di Polizia, alla guida di un bolide da corsa, gareggiando contro nemici in carne e ossa e contro se stesso. Il coinvolgimento di nuovi amici e un nuovo amore, saranno la miscela esplosiva che lo riporteranno alla vita.

PRIMO CAPITOLO

UNA CORSA PER LA VITA  

                                               1

La primavera inoltrata regala sempre mille colori di ogni tonalità. Svegliarsi la mattina e donare agli occhi una visuale come quella della natura verdeggiante e rigogliosa della Garfagnana, non ha prezzo.
Dalle finestre della loro camera, messa ad angolo al secondo piano dell’Hotel Vergani, dominano, da quella di sinistra rispetto alla porta di ingresso, il versante ovest della foresta garfagnina piena di conifere sempreverdi dalle cui punte svettano maestose le cime delle Apuane; mentre dalla finestra di destra, si scorgono le prime roccaforti della tenuta del Ciocco, spaziando da destra a sinistra riempiendo la visuale con tutti i suoi boschi che si inerpicano in salita fin dal limitare dell’abitato di Castelnuovo, con il suo nastro di nero asfalto che si snoda sinuoso tra due ali di maestosi castagni. Il sole che ha già lanciato il suo tiepido calore primaverile, ancora titubante nelle prime ore mattutine, lasciava intendere che anche quella appena nata, sarebbe stata una gran bella giornata, di quelle adatte a una scampagnata, distendersi su bei prati fioriti e colorati come la tavolozza di un pittore nell’intento di immortalare sulla sua tela la bellezza della natura. Il cielo terzo come non mai fungeva da cornice perfetta per racchiudere il bel quadro apparso agli occhi di Fabio appena alzato in quella domenica di gara. “Dai pigrone, sveglia!” con voce carica di voglia di fare, Fabio chiama Andrea intento a combattere con le lenzuola e le lusinghe di Morfeo che ancora gli sta suggerendo dolci parole di abbandono onirico “mmm…cinque minuti…” bofonchia con la bocca impastata di sonno e gli occhi ancora chiusi. “Posso darti cinque secchi d’acqua gelata sulla schiena se vuoi…” gli risponde Fabio mentre cammina avanti e indietro dal bagno al suo letto nell’intento di radunare i propri effetti personali infilandoli nella valigia. Quella era l’ultima notte, e anche l’unica, di soggiorno nell’albergo della ridente cittadina montana visto che dopo la gara, avrebbero ripercorso la strada al contrario in direzione di Pisa per rientrare ognuno alle proprie abitazioni.  “…oppure cinque punti di sutura sulla testa dopo che ti ho mollato un cazzottone. Scegli quello che preferisci!” scherzando con voce allegra, ma pacata, come a esortare il compagno a tirarsi fuori dal groviglio di lenzuola in cui era sempre annodato.

“Mamma mia che popò di schiavista! Ha ragione tua moglie…sei un  negriero!!” scalciando le lenzuola oltre la spalliera del letto, stropicciandosi gli occhi ancora impastati e lanciando un megasbadiglio liberatorio, Andrea finalmente stacca le sue chiappe dalla dolce dimora e ciondolante come il pendolo di un orologio a cucù, si avvia verso il bagno incespicando nella propria valigia lasciata in terra tra il letto e il comodino alla sua sinistra. Sorridendo amabilmente scuotendo la testa divertito dalla comica scena elargita dalle movenze di Andrea, tira la zip del trolley appena riempito, lo solleva dal letto appoggiandolo sulla sedia di fronte al piccolo tavolino addossato alla parete “… e muoviti, dobbiamo fare la vestizione e scendere per la colazione” lo esorta mentre controlla la borsa dei documenti per la gara. Verifica che la patente, la licenza, il portafoglio, cellulare e tutto l’occorrente sia alloggiato nei rispettivi scomparti a portata di mano per una facile estrazione nel momento del bisogno. “Ma Nazzareno è riuscito a fare la modifica che hai richiesto ieri sera?” chiede Andrea affacciandosi sulla porta del bagno con tutto il dentifricio sparpagliato attorno alla bocca. Fabio, appena voltato per rispondergli, con una faccia schifata nel vedere lo spettacolo che offre il viso di Andrea, simile a quello di un bambino pieno di schifezze appiccicate, ha un movimento di lato come a scacciare quella visione “Mamma mia, Andrea! Ancora lo spazzolino in bocca!” risponde sogghignando “comunque, credo abbia lavorato fino a notte fonda. L’ho lasciato sotto la macchina quando sono salito in camera all’una di notte. Dovrebbe averlo fatto, come sempre del resto.” Guardando l’orologio in direzione di Andrea nel frattempo schizzato a sedersi sul letto nell’intento di vestirsi, chiede al compagno:  “Quanto manca?” guardando a sua volta l’orologio, Andrea si rivolge al compagno e con la mano destra liberata per l’occasione dall’impegno nell’allacciatura dello stivaletto, gli mima con le dita contemporaneamente alla voce “Cinque minuti!”
Nei giorni della gara, ogni azione, dettaglio o movimento che facessero compreso ogni conversazione che riguardasse la gara o semplicemente la vita in generale, erano scanditi imprescindibilmente dalla richiesta automatica di Fabio nei confronti di Andrea di “quanto manca?”, riferendosi ai minuti mancanti per passare da un’azione all’altra mantenendo una loro personalissima tabella di marcia che si accendeva la mattina prestissimo per spegnersi nel momento esatto in cui avrebbero transitato sulla pedana dell’arrivo al termine della gara. Niente era lasciato al caso. In una gara a tempo quale è una competizione di Rally dove i millesimi di secondo sono preziosi come l’oro, non era permesso perderne neanche uno in semplici attività come consumare la colazione del mattino. Un lavoro da certosino quello di Andrea.
I tempi  imposti dall’organizzazione della manifestazione tra verifiche tecniche e gara, implicavano una sincronizzazione del resto della giornata scandendo ogni minuto di ogni ora, annotando sui suoi appunti tutti i vari orari in cui dovevano eseguire quando una azione, quando l’altra.  “Bene, abbiamo preso tutto? Dimentichiamo niente?”,
“mmm… no, credo di no. Possiamo andare” risponde Andrea dopo aver spaziato da un lato all’altro della camera con lo sguardo in cerca di eventuali oggetti lasciati sopra la mobilia o sopra i letti.
“Ok, andiamo a zavorrarci lo stomaco.”
Scendendo le scale sobbarcandosi rispettivamente i pesi delle proprie valigie e borse dei documenti, incontrano due colleghi che stanno salendo in direzione della propria camera, scambiandosi amichevolmente saluti di circostanza:
“Buongiorno Autieri, vedi di lasciare qualcosa anche per noi oggi!  “Se intendi a colazione non preoccuparti, stamani non ho molto appetito”il collega pilota non alludeva certamente alla colazione. Praticamente quando l’equipaggio Autieri/Ferri veniva letto nell’elenco degli iscritti di una qualunque manifestazione rallystica, gli altri partecipanti nutrivano poche speranze di poter salire sul gradino più alto del podio, come la maggior parte delle volte, visto che il risultato finale era appannaggio ormai consueto del duo, dovendosi accontentare di un buon piazzamento dal secondo posto in poi.
“Sí, sí, fai lo spiritoso vai, ma un giorno di questi ti foro tutte e quattro le gomme. Voglio vedere come farai!” divertito indicandolo con il dito della mano destra come un monito di attenzione, risponde il collega sorridendo mentre continua a salire le scale. “Non fidarti Luca, “lui” riuscirebbe a guidare anche senza ruote, meglio riempirgli di acqua il serbatoio!” ribatte sorridendo il navigatore di quest’ultimo.
“Ah ah! Occhio che mi avete già rivelato due danni. In caso succedesse so a chi rivolgermi!” risponde ridendo a sua volta Fabio mentre scende le scale. Le attenzioni che i rivali rivolgono a Fabio sono sempre e quasi tutte improntate nel gergo di scherno, in battute goliardiche in quanto il carattere e i modi di fare decisi e maschi durante le gare, si rivelano  decisamente scherzosi e divertenti fuori dalla competizione, alla mano e umane sempre pronti alla battuta. È impossibile voler male alla coppia più brava e in vista del circus rallystico del momento. Una vera attrazione anche mediatica dove gli sponsor facevano carte false pur di pubblicizzare i loro prodotti con le facce belle e pulite di Autieri e Ferri. Anche i media si mettevano in fila per strappare un’intervista e stampare foto da appiccicare in copertina dei loro rotocalchi, in modo da poter aumentare di molti punti le loro tirature. Dal punto di vista femminile invece, era lo stesso!  Letteralmente la fila davanti al loro punto di assistenza ovunque si trovasse, in qualunque gara.
“Ma queste non dormono mai?” chiede Andrea appena giunto a piano terra soffermandosi davanti alla porta d’ingresso dalla quale scorge un gruppetto di dolci fanciulle che iniziano a sbracciarsi chiamando a gran voce i nomi di Fabio e Andrea, pronte con macchine fotografiche per immortalare i loro beniamini. “Che vuoi  farci, se il prezzo da pagare per tutto quanto è questo…” indicando con il dito indice della mano sinistra in direzione delle fans in trepidante attesa, Fabio risponde ad Andrea con una chiara nota di soddisfazione della voce “… pago volentieri! E che Dio le benedica!” svoltando nella sala colazioni seguendo il compagno “Tra l’altro, se non sbaglio, ne ho vista una niente male. Quasi quasi gli do il numero!” con un ghignetto divertito sulle labbra. “Eh…figuriamoci se ti lasci scappare l’occasione!” gli fa eco Andrea mentre appoggia la valigia e borsa portadocumenti a fianco della sedia al loro tavolo. “Solo per gli sponsor lo faccio… calunniatore!” ribattendo la finta offesa di “negriero” che gli ha lanciato dieci minuti prima in camera.
“Certo, come no! Mangiamo va…” mettendosi a sedere afferrando contemporaneamente la caraffa piena di succo d’arancia.
“Buongiorno ragazzi. Già a baccagliare le donne di mattinata? Ma come fate!” li apostrofa divertito, Gaetano Sorrisi, Direttore Sportivo della scuderia in cui è iscritto l’equipaggio Autieri/Ferri ormai da diversi anni  da quando l’Autieri è arrivato alla corte della TMP Corse, Team Motor Pisa Corse, portato proprio dal Sorrisi. Gran conoscitore del mondo dei Rally e ottimo talent scout di piloti emergenti, non se lo è lasciato scappare quando, qualche anno addietro, lo ammirò nelle classi minori di Gruppo N dominando quasi incontrastato la propria categoria. “Ma, guarda Gaetano…” subito risponde Andrea , “.. rivolgiti a lui, io mi dissocio!” accennando con la testa in direzione dell’amico impegnato com’è con le mani, a razzolare nel vassoio dei cornetti freschi, biscotti e cioccolata.  “Certo, sono da solo e il lavoro mi aumenta. Lui è fedele…dice!” ribatte immediatamente Fabio rivolgendosi a sua volta verso Andrea, scatenando risate da parte del Sorrisi e degli altri meccanici intenti a loro volta a terminare la colazione. “Forza ragazzi, andiamo…” alzandosi dalla sedia, il Sorrisi si rivolge a tutti gli altri componenti della squadra indicando con un cenno del capo la porta come a sottolineare il momento di uscire in direzione dei propri doveri “… abbiamo una gara da andare a vincere!” Salutando tutti, gli uomini in tuta blu si allontanano dalla tavola lasciando da soli i due conduttori ancora alle prese con bicchieri e tazzine di caffè. Poi, contemporaneamente al saluto, Fabio come di consueto rivolge la domanda: “Quanto manca?” indirizzando gli occhi sull’orologio al polso di Andrea. Dopo un attimo di conteggi mentali, ben conoscendo la scaletta delle cose da fare “Sei minuti!”, risponde buttando giù l’ennesimo biscotto.
Terminato il primo pasto della giornata, si alzano avviandosi all’uscita e salutando i gestori dell’albergo, escono acclamati dalle ancora presenti ragazzotte nei pressi della loro vettura in attesa di una foto, un autografo o addirittura di un bacio per le più temerarie. Lasciate le proprie valigie sul mezzo dell’assistenza tecnica ed espletate le funzioni di public relation femminili, spengono mentalmente l’interruttore del divertimento e accendono simultaneamente quello della serietà e del lavoro “Ok, diamoci da fare” esorta Fabio in direzione del collega lanciando uno sguardo all’auto da gara accerchiata dai loro meccanici indaffarati negli ultimi dettagli tecnici.
Andrea prende i propri libri dalla cartellina appoggiata sul sedile destro della vettura. Apre il Roadbook alla prima pagina e controlla, come gesto automatico, quanto spazio e tempo devono impiegare per giungere sul palco allestito dall’organizzazione Management &Sport dei fratelli Guillermo e Gian Maria Baldich, la storica coppia organizzatrice della corsa e, presentarsi alla partenza in orario perfetto. Guarda l’orologio e mentalmente esegue i calcoli del tempo che possono ancora attendere prima di avviarsi. Fabio sta consultandosi con Novello Giorgieri, il capo meccanico, riguardo a una certa  modifica decisa il giorno precedente dopo aver valutato le condizioni atmosferiche e le previsioni delle stesse per la giornata odierna della gara. Ha preferito una diversa angolazione delle ruote anteriori, l’inclinazione rispetto all’asse in modo da averle tendenti a chiudere verso l’interno nella parte alta delle ruote stesse; una nuova pressione degli ammortizzatori anteriori a scapito di una maggiore rigidità di guida con la speranza di migliorare la stabilità, “per sentirla meglio davanti” e per un più sicuro e deciso inserimento della vettura in curva. “Tutto a posto Fabio. Ho finito alle due stamani ma ho fatto. Ho eseguito anche…” un colpo di tosse, poi un altro, “ …altri controlli e spero, ehm…” una tossettina tipo raucedine, strana. Come di imbarazzo. Novello imbarazzato di Fabio? Dopo anni di collaborazione e decine e decine di corse insieme?“ …risultino ottimali” voltandosi subito verso l’auto tornando nuovamente a fare quello che stava facendo: il controllo dei serraggi delle ruote. Fabio non coglie il motivo di imbarazzo di Novello, si limita a dire: “Okay Nove, ben fatto!” usando il diminutivo di Novello come comunemente viene chiamato da tutti all’interno della scuderia e girandosi in direzione del Sorrisi, lo chiama in modo da farlo voltare. “Gaetano, siamo d’accordo sui cambi gomme? Tutto confermato?” chiedendogli della strategia messa a punto la sera prima “Tutto okay, confermato!” mimando il segno chiudendo indice e pollice della mano destra.
“Fabio andiamo, è ora!” Andrea si alza dal sedile dove era intento nei calcoli e uscendo dall’auto chiama il compagno invitandolo solertemente a infilarsi in macchina, accendere il motore e partire: direzione START!

L’ordine di partenza è dato dall’ordine prioritario di iscrizione. In base cioè alla posizione di classifica dell’equipaggio. A volte può essere favorevole iniziare la gara senza che nessuno sia transitato davanti così da non sporcare oltre il necessario le traiettorie e il manto stradale dallo sparpagliamento di detriti vari a causa delle inevitabili derapate e tagli di traiettorie delle auto che i piloti compiono nel tentativo di risultare più veloci, tagliando volutamente quante più curve possibile, sfruttando ogni centimetro utile della carreggiata e spesso oltre, sconfinando negli adiacenti terrapieni, fossette, tratti  di erba e altro. Queste fuoriuscite di strada sapientemente pilotate, sono tra le azioni che da sempre fanno impazzire le centinaia di appassionati spettatori assiepati lungo tutti i percorsi di ogni Prova Speciale. A causa di vari acciacchi fisici quando al pilota Fabio, quando al navigatore Andrea, in quel particolare periodo della stagione, si ritrovarono in una posizione della classifica, non propriamente abituale per loro: noni, dopo quattro gare. Il distacco di tempo non era moltissimo e ormai ristabiliti tutti e due, avrebbero ripreso tranquillamente la loro rimonta in classifica, prevedendo un attacco ai primi posti nel giro di due o tre gare.  Scafati del mestiere, Fabio e Andrea approfittano di tale posizione di partenza, evitando questo tipo di problemi anche perché, essere i primi certamente ha i suoi vantaggi ma anche le controindicazioni del caso: quello di non trovare le traiettorie dell’asfalto completamente fredde, cioè lasciare transitare un numero minimo di vetture prima di loro in modo da far “gommare” le traiettorie appunto grazie al passaggio dei pneumatici che rilasciano sull’asfalto il giusto mix di calore e brecciolino, lo sfaldamento del pneumatico stesso che staccandosi si deposita in parte sull’asfalto, rendendo più stabile la tenuta di strada dell’auto, evitando quanto più possibile eventuali derapate e inopportune perdite di aderenza.

Si presentano all’ingresso del parco chiuso, come da regolamento, andando a fermare la loro vettura nel punto indicato....

Specifiche

Esiste una versione Ebook?

si

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