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Marco Bartoli
Verità ribelle

Verità ribelle
SINOSSI

787° anno dalla fondazione di Roma

Giovanni, l’erede al trono di Gerusalemme osservava la città dall’alto del Monte degli Ulivi. Quella era la notte della vigilia della Pasqua ebraica. La rivolta avrebbe avuto inizio alle prime luci dell’alba. Dopo anni di preparazione la rivoluzione, che secondo i profeti avrebbe sconfitto i nemici di Dio, era sul punto di cominciare.

1827

Perna, un giovane mandriano, accortosi di un terribile incendio alla grande Cattedrale di San Paolo a Roma, accorse ad avvisare il marchese Odrigo, il comandante dei vigili del fuoco. L’incendio era così esteso che molte squadre intervennero sul posto. Il comandante e il giovane buttero, nell’intento di proteggere il bene più prezioso, la tomba di San Paolo, morirono durante il crollo dell’abside, non prima però di aver visto due figure che si allontanavano dalla cripta.

Oggi

Due restauratori durante i lavori all’interno della chiesa di Olsker sull’isola di Bornholm, sono testimoni del ritrovamento di un cadavere. Il corpo rinvenuto mummificato, appeso ad una primitiva croce, il patibolum, risultò appartenere a Luciano Scarioni, professore di codicologia della scuola Vaticana.

Lasse, il commissario del distretto isolare, contattata la figlia di Luciano, intraprese le indagini inseguendo straordinari indizi lasciati dal professore stesso, prima di morire. I due, aiutati dal patologo Fred e dal prelato Ramon, presto si ritrovano a fuggire da un misterioso assassino e dalle trame oscure di una verità antica e pericolosa.

Un intricato mistero, sui passi di antiche religioni e pericolose leggende, corre sul filo della suspense, svelando un misterioso presupposto che rivela la verosimile ipotesi sulla nascita del cristianesimo.

 

Esiste  una realtà, tangibile e discorde da quella che hanno impartito ad ognuno di noi?  La Verità è una sottile luce attraverso il diaframma della critica e dell'analisi storica. Ciascuno di noi ne attribuisce il senso e ne fa bagaglio della propria vita e talvolta ne plasma anche le scelte. Possiamo sceglierci il nostro pensiero o dobbiamo sottostare alle regole imposte? E' questa ribellione a portare alla luce la verità cercata?   

Un ribelle che ha cambiato le sorti dell'umanità, da quel giorno, per sempre. 

Qualcuno è disposto a mettere in discussione millenni di credenze rischiando la sua stessa vita.

E tu, sei disposto a rischiare?

PRIMO CAPITOLO

Il sole si era appena nascosto dall’orizzonte e piccole gocce di pioggia presagivano un imminente temporale.

Il cielo, per metà nuvoloso e per l’altra terso, riproduceva un dualismo perfetto, la luce sul buio, il male vinto dal bene. Dinanzi alla luna, il profilo di un ulivo solitario ritraeva sagome di strani fantasmi, come a ricordare le molte piante che anticamente coprirono i fianchi di quel monte, a cui diedero nome.

I suoi grandi occhi scuri scrutarono l’affascinante paesaggio sottostante. Le fioche luci delle lampade ad olio presenti nelle abitazioni erano le uniche stelle presenti in quell’oscurità. Ripensò alla sera precedente quando insieme ai suoi fratelli entrarono nella città e si recarono nell’abitazione concordata per passare la notte. 

«Secondo l’accordo gli andò incontro un uomo con una brocca d’acqua. Essi lo seguirono nella casa dove egli entrò.»

Si mise al centro della sala che per l’occasione era decorata con numerosi tappeti, mentre gli altri si disposero intorno a lui in ordine gerarchico, come il Libro delle Regole esigeva. Prima di mangiare, mise le mani sul cibo e sul vino rosso dolce e formulò il rito.

«In ogni luogo dove saranno dieci e più uomini del consiglio delle comunità, tra di essi non mancherà un sacerdote. Si siederanno davanti a lui ognuno secondo il proprio grado e così sarà domandato il loro consiglio. E allorché disporranno il mangiare ed il vino rosso dolce per il bere, il sacerdote stenderà la mano per benedire il pane ed il vino.»

La cena fu consumata animatamente, tutti erano ansiosi ed impauriti di ciò che li aspettava. 

Il Rabbi parlò «Se uno viene da me e non rinuncia a ogni legame con suo padre, sua madre, i fratelli e persino alla sua vita, non può essere mio seguace». Il suo sguardo scrutava ciascuno dei presenti, i quali annuirono e sorrisero. L’aria era così pregna di tensione da poter essere tagliata con una spada, la stessa che ognuno dei presenti custodiva gelosamente sotto i lunghi abiti.

«Il tempo si sta compiendo», aveva profetizzato la sera precedente, esortando a chi non aveva una spada a vendere il proprio mantello per comprarla.

«Vedete tutte queste cose? In verità vi dico, non resterà pietra su pietra che non venga diroccata».

Nella tenebrosa e scura notte, dall’alto del Getsemani, l’Orto degli Ulivi, insieme ai suoi fratelli, guardò, per l’ultima volta la sua città, che sarebbe divenuta sua, del suo popolo, sua per appartenenza regale, sua per quella ereditaria.

Passarono quelle ore che precedettero l’inizio della battaglia, in cima al monte e in silenzio, mentre Giovanni appuntò sul rotolo gli ultimi avvenimenti della sera. Gli tornò in mente l’infanzia passata nella sua città natale, sulle coste del lago, in Galilea. Ricordò l’indottrinamento e il lungo viaggio in India per apprendere direttamente dagli Yoghi le pratiche della magia e dell’esoterismo.

La responsabilità di Giovanni, quale erede al trono di Gerusalemme, era enorme, e nel silenzio di quella notte la sentì in tutta la sua completezza.

Era la notte che preannunciava la vigilia della Pasqua ebraica, e la scelta di quel momento non era stata presa a caso; sfruttare appieno il fattore sorpresa per mischiarsi tra l’affluenza dei pellegrini arrivati da tutto il mondo ebraico, che avrebbero affollato la città. La rivolta avrebbe avuto inizio alle prime luci dell’alba.

Dopo anni di preparazione, la rivoluzione, che secondo i profeti avrebbe sconfitto i nemici di Dio, era sul punto di cominciare.

Specifiche

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si

Prezzo Ebook

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