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Leonardo Pavia
Gioco di morte

Gioco di morte
SINOSSI
Immaginate due persone convocate da un'avvocato che li informa di un suo cliente che ha deciso di intestare loro la piena proprietà di una struttura alberghiera con un fatturato a 6 zeri.... in cambio devono uccidere 5 persone. Per dimostrare che il suo cliente fa sul serio, le prime due le ucciderà lui, ma a quel punto saranno a rischio di morte anche loro, se si rifiutano o avvertono le forze dell'ordine saranno uccisi e comunque non impediranno che queste persone muoiano... Cosa c'è dietro a tutto questo?... Perchè ha scelto proprio loro?... Cosa faranno i protagonisti?... Questo è la prima storia di Leonardo Pavia che riempie un’intero libro, e, conoscendolo, per lui è stata una bella sfida. Il risultato non delude il lettore che leggerà questa storia dove si evidenzia ancora una volta il suo stile concreto e sintetico. La lettura scorre veloce, avvolge, coinvolge, stimola la ricerca e alla fine non si può non essere soddisfatti e appagati. L’autore introduce la storia con un riferimento storico riguardo un’Istituto che nella trama ha la sua giusta importanza, poi continua coinvolgendo il lettore con una domanda: “Se succedesse a te, come reagiresti?”... Questa domanda diventa il filo conduttore in cui il lettore è giocoforza costretto a immedesimarsi, ad entrarci dentro, darsi una risposta che può essere più di una, nel corso della lettura si scopre che i protagonisti vengono agevolati dalle loro conoscenze, cosa non da poco per l’intrigo che verrà alla fine svelato. Anch’io mi sono posto la domanda e, sinceramente, ho avuto difficoltà a darmi una risposta, sempre nell’ottica del gioco, perchè in fondo le risposte sono solo due, accettare o non accettare... Vi auguro una buona lettura... Jonathan Moreschi
PRIMO CAPITOLO
Firenze 2005 E’ l’alba, nel suo letto, Monica, ripensa allo strano sogno fatto durante la notte e che le ha lasciato una strana sensazione malinconica, è un sogno che non riesce a spiegare e che fa spesso, una voce nel buio che la chiama e chiede il suo aiuto. Passa qualche minuto, ma poi il suo carattere battagliero, forgiato da tante battaglie che la vita le ha riservato, ha il sopravvento, salta giù dal letto, c’è da preparare la colazione per gli ospiti dell’agriturismo “Bucefalo”, situato sui monti del Mugello, nei dintorni di Firenze. In questo contesto si pone l’agriturismo “Bucefalo” di Monica, non è molto grande, ha quattro stanze e gli ospiti, in genere, dopo colazione approfittano della vicinanza a Firenze per andarla a visitare, oppure fare delle escursioni alla scoperta delle bellezze del luogo, e dopo, tornare la sera per cena, mentre altri approfittano degli spazi dell’agriturismo e della sua intima piscina per rilassarsi in santa pace. Monica Bresci è una donna deliziosa sulla quarantina, mora, di carnagione scura, di bella presenza con un carattere affabile, cordiale e sempre disponibile. Numerosi sono stati gli uomini che le hanno fatto la corte ma lei, nonostante la sua indole naturale di curiosa, ha sempre rifiutato anche senza avere un motivo ben preciso e spesso si è chiesto il perchè, comunque non si è sposata e si dichiara felicemente single. E’ cresciuta con i suoi genitori che non le hanno mai fatto mancare l’affetto e nulla di ciò che le servisse, l’hanno accontentata quando scelse di continuare a studiare, mantenendola durante quegli anni di studio, si è laureata come segretaria d’azienda trovando subito un’impiego presso un’ufficio di contabilità dove è rimasta per alcuni anni, fino a quando, dopo la morte dei suoi genitori, ha scelto di lasciare il lavoro e occuparsi nella gestione dell’agriturismo che i suoi genitori le hanno lasciato. Monica ha dovuto rimboccarsi le maniche per imparare ad occuparsi di tutto, non tanto nella gestione economica della quale è esperta e comunque seguiva già, ma nella parte tecnica, i suoi genitori avevano una conduzione all’antica, ma adesso i tempi richiedono una gestione moderna e mirata, questo le ha portato via tempo e impegno, ma alla fine le scelte che ha fatto si sono dimostrate azzeccate e ora il “Bucefalo” sopravvive bene. Saltuariamente le va a dare una mano Carla, una amica che abita nel cascinale poco distante dal “Bucefalo”, insieme hanno formato una buona squadra e riescono a farsi apprezzare per la cucina, per la disponibilità e il sorriso. Il pensiero di occuparsi degli ospiti la fa saltare giù dal letto, sa che occuparsi di loro la rende felice e quello è diventata la sua forza motrice, mostrarsi agli ospiti serena e spensierata con il consueto sorriso che li mette di buonumore, non quell’aria afflitta e triste, quindi, guardandosi allo specchio, si dice: "Coraggio Monica, lascia in camera la malinconia, indossa l’abito della gentilezza e il tuo bel sorriso, ed occupati di loro”. Sergio Biti, un quarantatreenne bruno, dal fisico atletico e asciutto, la carnagione è tipica di chi vive all’aria aperta e a contatto con la terra e la natura. Stanotte l’ha passata in bianco, nonostante il parto della sua giumenta preferita l’avesse impegnato a lungo e sfiancato, è rimasto alcune ore a letto ma non è riuscito a dormire, e si è alzato con un’aria mesta e triste. La cascina “Monte Morello”, nei pressi di Firenze, dove vive, è di proprietà dei suoi genitori, e lui li aiuta molto volentieri ad allevare animali vari, cavalli destinati all’ippica ma anche da passeggio e da lavoro, e in secondo piano mucche, maiali, pecore, capre, galline... che permette loro di vivere in modo alquanto dignitoso, ma, Sergio, nonostante consideri la cascina “Monte Morello” un paradiso, da qualche tempo è inquieto. E’ passato un’anno da quando si è separato perchè la sua ex moglie non era tagliata per quella vita di allevatori, e quando ha chiesto a Sergio di scegliere fra lei o l’azienda, Sergio si è visto cadere il mondo, dopo tanti anni di sofferenza, adesso era costretto a rinunciare ad una delle due cose che amava di più, non era stato semplice ma alla fine ha scelto di lasciarla andare e di continuare a dare una mano ai suoi genitori nella cascina, non ha mai avuto dubbi o rimpianti su questa decisione, la gratitudine che prova per i genitori è troppo grande, inoltre occuparsi degli animali lo appaga, ogni volta che può, sale in sella al suo cavallo e va in giro per le terre, sia per controllare che tutti i lavori procedino senza problemi, ma soprattutto per distrarre la mente dal pensiero che lo assilla, perchè ogni volta che la sua mente è libera dagli impegni con gli animali si fa avanti una strana inquietudine che non riesce a spiegarsi, non sono rare le notti insonni a cercare una spiegazione a questo suo malessere, ma senza nessun risultato. Per fortuna che il lavoro non manca e gli porta via tanta energia così molte volte appena a letto crolla dalla stanchezza. Una mattina, mentre è impegnato con i suoi cavalli, suo padre gli si avvicina: “Sergio lavori troppo, fermati un’attimo, fai una pausa così leggi questa lettera che ti è arrivata da Firenze”... e dicendogli queste parole gli consegna una busta. Sergio, incuriosito, prende la busta, viene da un’avvocato, il suo primo pensiero va alla sua ex moglie con la quale ha la causa di separazione in corso, apre la busta, è una lettera di convocazione nello studio dell’avvocato Filippo Santini, per delle importanti comunicazioni, Sergio poteva immaginare tante situazioni, ma la realtà che lo aspetta a Firenze sarà un vero fulmine a ciel sereno. Sergio Biti, il giorno dell’appuntamento, si presenta puntuale presso lo studio dell’avvocato e rimane stupito dalla sua bellezza e dall’organizzazione, su ogni porta c’è una targhetta che specifica cosa rappresenta: “Sala Riunioni”, “Sala Relax”, “Sala Attesa Rosa” per l’avvocato “A”, “Sala Attesa Azzurra” per l’avvocato “B”, “Sala Attesa Verde” per l’avvocato “C”, “Sala Attesa Oro” su questa non viene indicato nessun nome di avvocato, ma rivolgendosi alla segretaria e dicendole che ha un’appuntamento con l’avvocato Filippo Santini, viene accompagnato e fatto accomodare proprio in quella sala d’attesa, e Sergio capisce che l’avvocato Filippo Santini è un personaggio di riguardo notevole in quell’ambiente. La sala d’attesa Oro” è incredibilmente lussuosa, poltrone di pelle pregiata, mobili di legno ricercato, un’angolo bar ben fornito, alle pareti numerosi quadri di evidente valore e nella stanza sculture preziose ed oggetti etnici di notevole fattura, un’impiegata molto ben vestita e curata nei minimi dettagli gli fa capire che è a completa disposizione e pronta ad ogni sua esigenza. Sergio rimane sbalordito da tanta preziosità e non riesce a sedersi affascinato com’è da tutte quelle cose belle che desidera ammirare, guardandosi intorno si rende conto che non è solo, nella saletta c’è una donna d’aspetto gradevole più o meno della sua età. La donna colpisce la sua attenzione, c’è qualcosa di familiare in lei che non riesce a mettere a fuoco... “Sarà un’impressione”, si dice Sergio scrollando le spalle e continuando ad ammirare le bellezze nella stanza. “Salve, è tutto molto bello e interessante, vero?”... La voce della donna nella saletta lo coglie di sorpresa, non si aspettava di dialogare, ma essendo socievole di natura, la sorpresa dura un’attimo. “Già, è veramente tutto deliziosamente interessante, non solo dal punto di vista venale, ma anche da quello storico e artistico nonchè geografico, è un piccolo museo molto ben fornito e variegato in cui potremmo perderci per ore ad ammirare le opere del suo contenuto”... “Vero, i quadri formano un riassunto dell’arte nei secoli, le sculture esprimono le culture dei popoli del mediterraneo e non solo, su ogni singolo oggetto etnico possiamo scoprire l’origine della parte del mondo da cui provengono... è incredibilmente affascinante... piacere sono Monica!”. “Oh, che sbadato, mi perdoni, non mi sono presentato, sono Sergio, piacere!”. “Anche lei è appassionato d’arte vedo, ha qualche preferenza tra queste opere che più si avvicina ai suoi gusti?”... “Veramente sono appassionato d’arte in generale, dire “questo mi piace più di quell’altro” sembrerebbe fare una distinzione e giudicare chi è più bravo o chi lo è meno, ogni artista ha il suo stile e la sua personale capacità che va apprezzata per quella che è, un’artista realizza, attraverso le sue opere, quadri, sculture, libri, quello che semplicemente sente dentro, non trova?”... “Sono completamente d’accordo con lei, qualsiasi persona che riesce a creare un’opera, in ogni sua forma, è degna di rispetto, se poi riesce a trasmettere l’emozione che ha vissuto, ha realizzato il suo obiettivo”... “Verissimo”. Detto questo, lasciarono che i loro occhi si deliziassero con gli oggetti nella saletta, si era creata una forte sinergia nel loro dialogo che però fu interrotto dall’ingresso della segretaria che li invitava ad entrare, insieme, nello studio dell’avvocato. Sergio e Monica si guardarono con aria interrogativa, ma seguirono la segretaria nello studio, i loro interrogativi erano rimandati a dopo l’incontro, e dopo, eventualmente, avrebbero sciolto i loro dubbi e appagata la naturale curiosità che si era venuta a creare. All’interno dello studio continuava l’eleganza e gli oggetti che formavano l’arredamento facevano a gara, in quanto a valore, con quelli nella sala d’attesa, i loro occhi ancora una volta furono rapiti da quelle bellezze, ma furono portati alla realtà dalla voce dell’avvocato Santini: “Buongiorno, accomodatevi, prego, sono l’avvocato Santini, ma potete chiamarmi anche solo Filippo, abbiamo più o meno la stessa età quindi non facciamo cerimoniali... Mi hanno detto che vi siete già presentati, bene, quindi presumo che non vi ricordiate di conoscervi, è così?... Ne siete sicuri?”. Il tono usato dall’avvocato era di una persona decisa, diretta e determinata che non ammetteva perdite di tempo, amava andare subito al sodo. Sergio e Monica si guardarono, erano ancora più confusi di prima, per loro l’altra persona era un perfetto sconosciuto, perchè secondo l’avvocato si dovevano già conoscere?... Sergio avvertì forte la strana sensazione di inquietudine che provava spesso, ma non ebbe il tempo di pensarci perchè l’avvocato continuò a parlare... “Non ha importanza, dunque, lasciamo da parte i preamboli e veniamo al motivo per cui vi ho convocato.. Un cliente mi ha assegnato il compito di mettervi a conoscenza di un suo progetto molto importante e sono stato incaricato di accertarmi che seguiate le istruzioni che ora vado a spiegarvi. Il signor X, da ora in poi lo chiameremo così, vuole lasciarvi la piena proprietà della struttura alberghiera “I Medici” situata sulle colline di Fiesole, credo che conosciate la struttura e il suo enorme valore, è così o mi sbaglio?”. Monica, lavorando in quel settore ben conosceva “I Medici”, sapeva che era frequentata da persone di alto lignaggio e aveva un giro di affari notevole, con cifre a 6 zeri, quindi annuì. Sergio disse semplicemente che ne aveva sentito parlare ma non la conosceva. L’avvocato continuò la sua spiegazione: "Bene, dicevo, il signor X, l’ha appena acquistata in forma anonima, nessuno, ufficialmente, ancora sa chi è il nuovo proprietario, e se farete per lui ciò che vi spiegherò, intesterà interamente la struttura a voi due a titolo definitivo e...” “Mi scusi”... lo interruppe Sergio mentre guardava Monica cercando tacitamente la sua approvazione... “Vuol dire che noi, solo facendo alcune azioni per il suo cliente, riceveremo gratuitamente la piena proprietà della struttura “I Medici”?.... “E chi dovremmo uccidere?...” “Capisco che può sembrare irreale tutto questo, però le chiedo, e vi chiedo, di ascoltarmi che vi spiegherò quello che dovrete fare per avere la struttura in cambio”... Prese un foglio da una cartella. “Questa è una lista di 5 persone, quando lei ha detto sarcasticamente se dovevate uccidere qualcuno, senza volerlo ha centrato in pieno le azioni che dovrete fare... uccidere queste 5 persone...” “Ma lei è impazzito?... Si rende conto di quello che ci sta chiedendo?...” dissero insieme Sergio e Monica, rossi dalla rabbia e bianchi dallo stupore nel sentire quelle folli parole. “Vi prego di ascoltarmi e lasciarmi spiegare tutto ciò che serve al proseguimento della vicenda... Dunque, dicevo, avete 6 mesi di tempo per uccidere queste 5 persone. Dovrete ucciderle una ad una e solo alla fine avrete in cambio la completa proprietà dell’albergo, il signor X seguirà e saprà se portate avanti l’azione che vi ha ordinato, in che modo farlo non sta a me dirlo, ma dovrete collaborare tra voi per fare queste azioni e per nessun motivo potrete fermarvi alla seconda, terza o quarta, ma dovrete ucciderle tutte... Inoltre, assolutamente non dovrete parlarne con nessuno, nè in particolar modo con carabinieri, polizia o qualsiasi altra forza dell’ordine, in questo caso, se lo farete, il signor X lo saprà e sarete uccisi voi, come sarete uccisi voi se vi fermerete prima. Il signor X non sta scherzando e le 5 persone saranno uccise comunque e per dimostrarvelo vi dà tempo un mese, poi comincerà lui stesso ad uccidere la prima e poi la seconda persona della lista, ma dalla terza o uccidete o sarete uccisi, sappiate che se vi rifiutate non salverete nessuno”. “Ma questo è assolutamente ridicolo e allucinante, come può pensare il signor X che noi eseguiremo il suo progetto?”... disse Monica ritrovando il suo spirito battagliero.. “Capisco il suo pensiero e credo che anche Sergio condividi questo punto, il signor X non pensa e non è sicuro che voi procediate nel suo piano di uccidere le 5 persone, ma è sicuro che alla fine saranno comunque uccise, e voi, eventualmente con loro”... Riprese in mano il foglio e continuò: “Permettetemi di leggervi i 5 nomi della lista e poi andremo avanti e ascolterò i vostri dubbi: Francesco Barni, 45 anni single, vive in un paesino vicino a Montecatini, non ha molti legami sociali, si può definire praticamente un solitario, un’eremita, tutti i giorni prende il treno per Firenze dove lavora come impiegato in una azienda di archiviazione dati, pranza rigorosamente da solo e, una volta finito il suo lavoro riprende il treno e torna a casa... Renato Cambi, 46 anni sposato, vive nelle campagne di Greve in Chianti, lavora nell’azienda agricola di un suo parente, è l’addetto alla cura delle vigne e degli ulivi, l’azienda ha anche una riserva di caccia e lui controlla che in questa proprietà non si intrufolino cacciatori di frodo, spesso ci sono state sparatorie ma senza conseguenze. Sua moglie è infermiera presso un centro medico, come conseguenza dei turni di lavoro che fa, lei e il marito Renato, si vedono poco... Liliana Rossi, 42 anni bella donna, spirito libero, non si è mai sposata ma le piacciono gli uomini e lei piace agli uomini, questo aspetto le ha creato parecchi problemi di gelosie e due uomini si sono quasi uccisi per lei, non ha un lavoro fisso ma collabora con varie associazioni di volontariato, viaggia per loro e usa questa attività per scrivere report molto interessanti sui luoghi che visita e rivenderli ai vari giornali specializzati, ciò le permette di condurre a Firenze, una vita più che dignitosa... Rinaldo Brini e Franca Livi, 45 anni lui, 41 anni lei, marito e moglie da 15 anni ma praticamente insieme da una vita. Gestiscono un negozio di generi alimentari che comprano dai contadini del Mugello, Rinaldo è diciamo molto parsimonioso per non dire tirchio, questo gli ha creato tanti problemi con i contadini sul prezzo di acquisto dei generi alimentari che compra a bassissimo prezzo per rivenderli a caro prezzo puntando sulla provenienza naturale, inoltre non è per niente ben visto, proprio per questo suo carattere, nell’ambiente del mercato ortofrutticolo, dove alcuni si sono rifiutati di vendergli la merce e lui ha chiamato i carabinieri per costringerli a venderglieli... Ecco vi ho presentato le 5 persone che il signor X ha inserito in questo patto, come vedete sono persone che hanno una vita normale e possono tranquillamente essere colpiti poichè non hanno muri di protezione o scorte”... disse l’avvocato Santini porgendo il foglio. Sergio, nonostante tremasse dalla rabbia, paura, incredulità, prendendo il foglio dalla mano dell’avvocato ebbe ancora una volta la sensazione d’inquietudine che lo perseguitava da tempo, ma non riuscì a mettere a fuoco cosa fosse, guardò Monica che era sul punto di urlare e si lasciò andare: “Tutto questo è pazzesco, non riesco a darmi una spiegazione, la mia vita era tranquilla, anonima e senza grosse pretese nella mia piccola e umile cascina, all’improvviso mi ritrovo preso per i capelli e catapultato in una situazione in cui devo diventare un’assassino uccidendo delle persone o se non lo faccio vengo ucciso io, più che pazzesco è allucinante!” Anche Monica era su quella linea di pensiero e chiese, quasi supplicando, all’avvocato, quale era il filo logico di tutta quella storia, e perchè lei e Sergio, due perfetti sconosciuti, erano coinvolti. Filippo Santini guardò Sergio e Monica, e dopo qualche attimo disse con un tono di voce misteriosa ed enigmatica: “Capirete con il tempo quanto e perchè siete coinvolti”. Seguì una breve pausa, poi l’avvocato riprese la parola e disse: “Avete tempo una settimana per decidere cosa fare, dopo avrete 15 giorni per cominciare ad uccidere, se non lo farete provvederà il signor X ad uccidere il primo della lista, quindi vi consiglio, passati questi giorni, di comprare i giornali, nella cronaca nera leggerete sicuramente che gli omicidi sono iniziati... potete andare”... disse accompagnandoli alla porta e salutandoli freddamente.

Specifiche

  • Prezzo: 13,50
  • Pagine:: 140
  • Anno pubblicazione: 2018
  • ISBN: 9 780244 392529

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