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Franco Casadidio
Il volo del canarino

Il volo del canarino
SINOSSI

In questo romanzo, in particolare, la ricostruzione storica è quanto mai attenta,  rigorosa, accurata anche nei minimi particolari e approfondita dal punto di vista psicologico ed emotivo sia per quanto riguarda il destino dei singoli che per quanto attiene alla sorte della collettività.  Il libro è ambientato in Germania, come il precedente romanzo dell’autore; si parte dalla fine della prima guerra mondiale, dalla firma dell’Armistizio nell’Autunno del 1918 e dai trattati di pace che le nazioni vincitrici (la Francia in particolare) imposero ai paesi sconfitti. Il panorama storico che emerge è quello di una Germania profondamente segnata, umiliata e prostrata dalla crisi post-bellica che, come documentano molti storici (cito soltanto il saggio di R. Gerwart: “La rabbia dei vinti”, Laterza, 2017) gettò le basi di un forte desiderio di rivincita, oltre ad un senso di ribellione ed ingiustizia per le forti misure punitive che erano  imposte alla nazione. In questo clima si inserisce anche una profonda crisi sociale, politica, istituzionale e, soprattutto economica che coinvolse tutte le classi sociali determinando la nascita di formazioni estremiste, di destra e di sinistra, e l’ascesa del partito nazionalsocialista, fondato da A. Hitler che, nel volgere di pochi anni, avrebbe trascinato l’Europa e il mondo in una guerra planetaria tra le più violente e distruttive della storia.

 Su questo drammatico scenario storico si inserisce la complessa vicenda umana e sentimentale  dei protagonisti: Jürgen e Sara, due giovani originari della Baviera dei quali l’autore narra la storia dagli anni dell’infanzia, nel primo dopoguerra, agli anni ’80. I due protagonisti  verranno coinvolti nei drammatici eventi che si verificarono in Germania dopo la sconfitta nella Grande Guerra. Jürgen tipico rappresentante dell’aristocrazia tedesca e della razza ariana, Sara di origine ebraica appartenente ad una famiglia amata e rispettata da tutti.

Le loro vite saranno profondamente segnate dall’ascesa al potere e dalla politica di Hitler, in particolare, dalle leggi razziali ed antisemite di cui Sara diventerà una delle tante vittime. Jürgen, invece, inizialmente convinto sostenitore della ideologia del nazionalsocialismo di Hitler e della necessità della rivincita del popolo tedesco, arriverà, attraverso un difficile percorso interiore fatto di dubbi ed incertezze,  ad una decisa e convinta presa di coscienza degli orrori della politica del Reich fino alla epifania finale che lo porterà ad un sofferto ripensamento critico delle sue convinzioni e delle sue azioni da colonnello delle S. S. accettando con dignità e autentico desiderio di riscatto di pagare per le sue colpe e i per suoi errori. Sara, la protagonista femminile, rimarrà sempre salda nelle sue convinzioni antinaziste e tra i due sarà lei a dimostrare maggiore forza  e fiducia nel futuro; resterà accanto a Jürgen con coraggio e con un amore che sa capire e perdonare senza mai dimenticare un passato in cui hanno rischiato di perdersi e, soprattutto, sono stati testimoni degli orrori e della violenza che gli uomini possono fare ad altri uomini, come testimoniano le parole di Jürgen nella conclusione del romanzo: “L’unico aspetto positivo, almeno così spero, è che tutti quei milioni di individui non siano morti invano ma che il loro sacrificio sia un monito  per il futuro affinché certe cose non avvengano mai più…”

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