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Patrizia Muzzi
Karly Penrose e il mistero dei petroglifi

Karly Penrose e il mistero dei petroglifi
SINOSSI

Sono trascorsi ormai due anni da quando Karly Penrose ha intrapreso il viaggio alla ricerca di Douglas Staedtler assieme ai suoi inseparabili amici, Lars von Kanokkia e La Wanda.
Ma una nuova avvincente e misteriosa sfida attende i nostri eroi tragicomici.
Quale tremendo segreto ha portato con sé nonna Alchemilla?
Chi è veramente Charles Ernst Penrose?
Attraversando i deserti ventosi dello Yemen e il paesaggio nordico dei Sami, senza dimenticare le acque dell’Atlantico sconfinato e i boschi di Gibilterra, Karly e i suoi amici vivranno un’avventura ricca di colpi di scena insieme a personaggi irresistibili e sopra le righe. Un viaggio per capire se stessi, gli altri e il mondo in cui viviamo

PRIMO CAPITOLO

Capitolo 1


In cui Karly riceve una triste notizia


Era una cupa mattina di fine aprile e il vento sibilava così forte che, quando mio nonno chiamò, non sentii subito squillare il cellulare.
 Purtroppo mia nonna se n’era andata per sempre. Il clima era perfetto per una notizia del genere. Passò qualche secondo prima che io gli chiedessi: «Ha sofferto?». Mi rispose di no.
Mi sforzai di vedere un lato positivo. Gli domandai come si sentiva e lui disse: «Molto male» ma che, come sempre gli accadeva in quelle occasioni, avrebbe cercato di farsi forza. Aggiunse che forse era meglio così: che patisse lui quell’assenza piuttosto che la nonna. E comunque, presto o tardi, l’avrebbe raggiunta in un Altrove. Lo disse senza spezzare la musicalità della sua voce profonda e questo, in un certo qual modo, mi confortò. Gli ricordai che Duke e io avevamo preso una bambina in affido: da quel momento avrebbe dovuto rivolgere le sue attenzioni soprattutto a Giuly, la sua nipotina.
«Lo so, mi preoccupa proprio questo fatto» aggiunse mante- nendo un tono serio.
«Cioè?» domandai incuriosita, anche se sapevo benissimo dove voleva andare a parare.

«Che siate voi a occuparvi di lei!».
Pensai che il sarcasmo l’avevo probabilmente ereditato dai Penrose.

Ebbi l’impressione che fosse determinato a non rimuginare su quei cattivi pensieri, tant’è che m’intimò di raggiungerlo a Malta perché lì mi attendeva parecchio lavoro: oltre a partecipare ai funerali avrei dovuto aiutarlo a sistemare le cose appartenute alla nonna. Provai ad accampare scuse per evitare la faticata cui di certo sarei andata incontro, ma mio nonno fu implacabile. «Signorina Penrose, lei sa molto bene che i miei ordini non si discutono! Prenda un mese di ferie dal suo strano lavoro e mi raggiunga al più presto. E con questo, la saluto!» disse prima di riattaccare.
In effetti poteva apparire un po’ bipolare agli occhi di chi non lo conosceva bene come lo conoscevo io.
Strano lavoro... Faccio siti web. Credo che in realtà non avesse chiara l’idea di cosa fosse un sito. Amavo mio nonno: non avrei mai potuto dirgli di no, nonostante l’idea di fare grandi pulizie mi facesse venire l’orticaria. Così mi organizzai per raggiungerlo a Malta, il luogo dove i Penrose avevano trovato rifugio dopo aver abbandonato l’amata Inghilterra e dove si sarebbe tenuto il funerale.
Nel pomeriggio impiegai un’ora e quarantacinque minuti per scaricare in cantina tutti i pacchi che mi aveva spedito Douglas Staedtler, un caro amico scienziato ed ex collega. Erano sacchi di sabbia agglomerante, una sorta di regalo per i nostri cinque gatti, ma questa è un’altra storia. Terminato il trasporto, la mia schiena dolorante richiedeva un massaggio con crema antinfiammatoria, così domandai a Duke, che si considerava grande esperto in materia, di regalarmi un po’ di sollievo, ma il tentativo fallì. Era intento a registrare alcune idee per il disco che avrebbe voluto fare uscire dopo l’estate e, in quel momento, richiamare la sua attenzione sarebbe stato completamente inutile e controproducente.

Decisi così di gettarmi sul letto a pancia in giù e di telefonare prima alla Wanda e poi a Lars, i miei migliori amici. Avevo necessità di essere consolata. Mal di schiena, fidanzato asettico e nonna passata a miglior vita... brutta storia.
Mentre mi sfogavo con la mia amica, mi venne in mente di chiederle se avesse voglia di accompagnarmi fino a Malta. Mi fece notare che forse ero il primo caso al mondo a pensare a una simile proposta: abbinare cioè le ferie a un funerale. Natural- mente acconsentì di buon grado. La Wanda era più avventurosa di Indiana Jones, nulla avrebbe potuto impedirle di salire sul quel volo, nemmeno le sue gambe di materiale espanso elastico.
Quando chiamai Lars, simulò una sorta di resistenza adducendo la solita scusa: il suo barista non avrebbe accolto bene la notizia. Il fatto di incolparlo era diventato un gioco con se stesso. Forse gli serviva per essere incoraggiato ad alzare le natiche dalla sdraio. Nonostante soffrisse da un po’ di mesi di terribili dolori alla prostata, rimaneva uno dei migliori clienti del Bagno Vela, suo rifugio d’elezione. Qui ingurgitava Spritz e alici fritte, e trascorreva i pomeriggi più afosi a sognare in pace la sua amata Anastasia.

Specifiche

  • Prezzo: 15,00
  • Pagine:: 231
  • Anno pubblicazione: 2018
  • ISBN: 9788894230444

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