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Giorgia Spurio
L' orecchio delle dèe

L' orecchio delle dèe
SINOSSI

L’orecchio delle dèe nasce dall’esigenza di dare voce alle problematiche del nostro tempo attraverso simboli e figure mitologiche che l’antichità ci presta. La silloge si trasforma in un diario che raccoglie confidenze e silenzi. Si parla della difficile situazione che vivono ogni giorno le donne, soprattutto le madri, in alcune zone del mondo. Altrettanto difficile è la sorte dei bambini. Con questi versi l’autrice esprime il dolore e la speranza di chi trova il coraggio di fuggire da guerra e fame intraprendendo il duro e drammatico viaggio della traversata del Mediterraneo.

Le figure mitologiche aiutano questo viaggio d'espiazione attraverso il verso. Ogni poesia parla di dolore, di morte, di violenza ma anche di speranza.  A parlare sono gli occhi di un bambino. Ma con la poesia si vuole anche denunciare la violenza sulle donne e i bambini.

È il mare il vero protagonista delle poesie, è il dio Poseidone a burlarsi della vita altrui, è l’amore divenuto odio tra la dèa della Luna e il dio della Morte, Ade.

Riguardo alla scelta del titolo, gni donna è una dèa che merita stima e ammirazione.

Gli uomini che scelgono di seguire il dio denaro o il dio del potere, il dio della violenza, devono esser consapevoli che avranno come premio solo un pugno di cenere. Ognuno di noi porta dentro una piccola divinità che va fatta crescere sull’educazione del rispetto per se stessi e il prossimo.

Le dèe nominate sono anche le piccole conchiglie del mare che nel loro silenzio tutto sanno. Conoscono perché tacite ascoltano. Sanno la storia, ascoltano le preghiere, le sofferenze, vedono i viaggi per cui si combatte, il viaggio di una madre che protegge il suo bambino, il viaggio di una madre che perde il suo bambino, il viaggio di una sposa-bambina.

 

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