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Giovanna Esse
LA FATA DI FERRO

LA FATA DI FERRO
SINOSSI

Cinque racconti, storie brevi, lunghe, ma tutte rigorosamente ispirate da fatti realmente accaduti.
Uno spaccato dell`eros delle Italiane: un po` restio, un po` trattenuto, ma estremamente focoso. Forse è proprio questo mix contraddittorio, tra inferno e paradiso, che fa della donna Italiana una delle amanti più passionali e conturbanti.
Cinque classici dell`erotico profondo, spesso sentimentale, che contraddistinguono una delle scrittrici erotiche più lette e apprezzate.
Cinque storie vere, confessate in sordina, da altrettante amiche, ognuna artefice e vittima del proprio destino.

Della raccolta esistono:

English traslation on Amazon: Ialian women's erotic sins
e l'Audiolibro in Italiano


Nel pieno di un'adolescenza curiosa e peccaminosa, ”Principessa” viene affidata a un'amica della madre. La donna dispensa miele e coccole, cercando di resistere al richiamo carnale di quella ragazza, che la provoca continuamente con la sua acerba e conturbate bellezza.

E la fata diventa strega... folle di passione attua un piano perverso senza farsi troppi scrupoli ma le conseguenze la coinvolgeranno più di quanto avesse mai potuto supporre. 

Viaggio lesbico di una ragazza, guidata dalla sua istitutrice che saprà ottenere senza sforzi piaceri infiniti dalla sua discepola.
Ma le sue macchinazioni astute porteranno comunque a delle conseguenze del tutto inaspettate.

PRIMO CAPITOLO

Una ragazza è sempre un mistero: non c'è che affidarsi al suo viso e all'ispirazione del proprio cuore.

  1. De Amicis

Una Fiaba... con tanto di Fata e Principessa, casetta nel bosco e vialetto incantato.

C'era una volta una giovane principessa, il suo nome era Alba.

Un giorno il re e la regina, suoi genitori, decisero che il piccolo reame, che il buon Dio aveva riservato loro, era troppo angusto e il denaro, a una coppia tanto regale, non basta mai. Oltre il bosco, non tanto lontano, esistevano altri reami… tutti d’apparenza più ricchi e più sontuosi. Di sicuro, emancipandosi, avrebbero potuto valorizzare la loro nobile schiatta, intrattenere rapporti e amicizie con famiglie importanti; accrescendo il proprio prestigio e per finire, magari, avrebbero potuto trovare quella meraviglia, che tutti cerchiamo ma che nessuno riesce a trovare: la Fonte dell’eterna giovinezza.

Come si sa, dall’altra parte di un bosco tenebroso, si può trovare di tutto, forse è per questo che ognuno intraprende lo stesso viaggio, senza farsi troppe domande. Così, i reali, fecero i bagagli e partirono, insieme alle persone care e alla principessa Alba, diletta figliola.

Il viaggio si dimostrò presto faticoso e pieno di insidie. I boschi sono sempre misteriosi e intricati: di giorno pieni d’illusioni ma di notte popolati da fantasmi e incubi. Le illusioni spingono i coraggiosi viandanti a superare le ardue prove che li aspettano, ma i fantasmi li spaventano, facendogli perdere l’orientamento e la sicurezza.

Impressionata da tante peripezie inattese, la regina si rese conto di non avere tempo per badare alla giovane principessa; allora si ricordò che, tanto tempo prima, aveva conosciuto una fata, molto speciale, che abitava nel bosco, in un posticino non lontano. Non che si fidasse ciecamente di lei ma, in fondo, le fate, come i satiri e le sirene, sono solo il frutto delle nostre speranze e della nostra fantasia. Il bosco è insidioso, confonde il viandante e la paura, spesso, fa compiere scelte frettolose. Chiamò a sé la piccola Alba e le disse:

«Tesoro mio, il nostro viaggio è più complicato di quanto ci augurassimo. Ormai, lo vedi tu stessa, tutt’intorno a noi le piante si sono trasformate in un groviglio inestricabile e i sentieri sono sempre più oscuri. Siamo partiti tra i declivi e ora siamo circondati da orridi e burroni. La luce non filtra più gioiosa, dalle alte fronde verdeggianti, ma lascia il posto al buio, umido e freddo. Non voglio che tu soffra per le nostre difficoltà; ci sono mille sentieri, molti sono sbagliati, altri non portano da nessuna parte… !»

La principessa pendeva dalle labbra della sua mamma, giovane com’era, non si rendeva conto delle insidie a cui poteva andare incontro. La felicità, per lei, era stare insieme ai suoi genitori; il suo mondo finiva li. Quella era l’unica misura della sua gioia. La regina riprese: «Faremo così! Mentre noi cerchiamo di uscire da questa situazione, tu ci attenderai a casa di una fata, che ho conosciuto tanto tempo fa, una vecchia amica. Ricordo ancora dove inizia la stradina che porta a casa sua, vieni!» e prendendola per mano la condusse in una radura, non troppo lontana. «Ecco» disse la regina e indicò col dito un vialetto incantevole, «guarda attentamente! Quello è il sentiero che porta alla sua casa. Non ti puoi sbagliare, perché all’ingresso c’è quell’insegna affissa su di un vecchio palo.» Alba aguzzò la vista ed effettivamente vide un paletto sul bordo della via, c’era un piccolo cartello ricavato dalla corteccia di un albero secolare.

«Ecco va’ da lei e affidati alla sua ospitalità. Ogni tanto ci ritroveremo qui, fino a quando non avremo trovato la nostra strada.»

Si baciarono e si abbracciarono, e Alba, non senza un’ombra di paura, vide la sua mamma perdersi tra le fronde. Il suo sconforto durò solo un attimo, poi, con la curiosità tipica dei giovani, si affrettò lungo il sentiero, indicato dall’antico cartello. Sul legno si leggeva a stento un epigramma che il tempo aveva scolorito:

 

“Qui abita la Fata di Ferro.
Lei ama tutti e nessuno.
Lei sfida la vita, ma la teme.
Quando gioisce… dopo fa male.
Non è una vera Fata
ma neppure sa essere una Strega vera.”

Le lettere, sbiadite, vergate con il colore del sangue arrugginito, fecero un certo effetto sulla piccola principessa, ma decise di incamminarsi per quel viottolo che, a ogni passo, si arricchiva di fiori, colori e profumi di Guerlain.

Specifiche

Esiste una versione Ebook?

si

Prezzo Ebook

4.30

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