Abbiamo 109 visitatori e nessun utente online

Cristina Cutini
Un'infanzia anni '70

Un'infanzia anni '70
SINOSSI

Il libro, come si evince dal titolo, parla dell’infanzia negli anni ’70, la mia, in un quartiere di periferia di Bologna. Quelle estati assolate trascorse nei cortili, i giochi organizzati da noi bambini in completa autonomia dai genitori, I condomini in cui ci si conosceva tutti, le vecchie trasmissioni, la villeggiatura, la scuola, la moda di allora. Per nostalgici (ma anche no), porta il lettore a sollevare veli di dimenticanze, in particolare nella Bologna di quegli anni, ma in fondo chiunque ci si può ritrovare.

Un particolare piuttosto curioso: un intero capitolo del mio libro è ambientato proprio dove avrà luogo questo Festival, nella Tole' del 1971Il capitolo è intitolato "Vacanze in montagna". Il paese non è nominato ma è facilmente riconoscibile dalle fontane e da tanti particolari che "i Toletani" sicuramente subito identificheranno.

PRIMO CAPITOLO

Ho sempre amato leggere. In maniera viscerale.

Questa passione è nata prestissimo: avevo tre anni quando mia mamma appassionata dei fumetti di “Topolino” ha cominciato a leggermeli; in seguito ho cercato di capirne le storie da sola seguendo le illustrazioni delle vignette. 

Ho 4 anni e sto andando con i miei genitori e i miei nonni a Modena sulla FIAT 850 di famiglia.

Ci fermiamo a un semaforo e davanti a un’insegna indicante la strada che stiamo percorrendo, io scandisco: “BAZ ZA NE SE”. Comprendo immediatamente che le sillabe unite in questo modo hanno dato origine a una parola. È per me una scoperta sensazionale!

Mia mamma si gira di scatto e mi domanda dove ho imparato un’espressione così difficile. Io rispondo placidamente che l’ho appena letta. Non ci può credere, tanto che chiede ripetutamente ai miei nonni se me l’hanno suggerita loro.

Per tutto il resto della giornata mio padre, molto fiero della mia precocità, mi sottopone a continue verifiche ad ogni cartello o scritta pubblicitaria che incontriamo.

Alla sera sono stremata ma è così che ho imparato a leggere.

  ***  

Sono nata nel 1965, l’ultimo degli anni del baby boom, quando sulla spinta del benessere le famiglie erano orientate alla natalità perché non vi erano preoccupazioni economiche.

I miei genitori erano andati a vivere in un nuovissimo palazzo di 7 piani. Ogni piano 6 abitazioni e tanti bambini. Ancora oggi mi sorprendo a pensare quale buffo spettacolo dovesse essere in quegli anni per le nostre mamme l’incontrarsi, specie in ascensore, dal momento che erano in molte ad avere il pancione in attesa di darci alla luce. Da quando cominciano i miei ricordi, nonostante fossi figlia unica, sono sempre stata circondata da tante amiche e amici che abitavano non solo nel mio ma anche nei palazzi vicini.

Eravamo: Cristina, Lucia, Monica, Alessandra, Antonella, Susy, Rita, Sabrina, Claudia, Simonetta, Chiara, Anna, Carla, Annalisa, Andrea, Marco, Sergio, Fabrizio, Gianni e Giulio.


Un microcosmo autosufficiente in continua espansione che aveva come base il nostro cortile che fungeva da catalizzatore per le case circostanti. Mentre l’inverno ci vedeva per lo più gli uni in casa degli altri, a partire dalla primavera e poi per tutta l’estate fino all’inizio delle scuole, che a quel tempo (beati noi!) cominciavano il 1° di ottobre, il cortile diveniva il luogo di incontro per eccellenza, assurgeva a ruolo di protagonista indiscusso per tanti mesi e infine per tanti anni.

Per assurdo oggi si parla tanto di cementificazione ma io credo che tanto sia stato fatto in tema ecologico, rispetto a quegli anni. Oggi, in particolare nelle periferie delle città, siamo circondati da ampie aree verdi, spesso veri parchi provvisti di giochi per bambini, di panchine per le mamme che li sorvegliano, di campetti da calcio, da basket, da pattinaggio, di chioschi per i gelati e tanto altro.

Negli anni ‘70 le aree di svago erano costituite essenzialmente dai cortili, luoghi di cemento dove se si cadeva ci si faceva davvero male e dove occorreva stare molto attenti all’uscita e all’entrata improvvisa delle auto che avevano lì il proprio garage.

D’estate erano luoghi assolati, con il passare delle ore il cemento arroventato dal sole emanava un tale calore che non ci consentiva di sederci. Ricordo perfettamente i nostri continui spostamenti nei diversi angoli del cortile, alla ricerca dell’ombra.

I giochi che abbiamo condiviso sono stati tanti e si sono gradualmente evoluti con il passare degli anni e con l’aggiungersi dei bambini.

Specifiche

  • Prezzo: 9,50
  • Pagine:: 132
  • Anno pubblicazione: 2018
  • ISBN: 9788856787634

Esiste una versione Ebook?

si

Prezzo Ebook

8,08

Visita il profilo di

Share this product

Lascia un commento

Stai commentando come ospite.